BACU PADENTE 13 FEBBRAIO 2011

Questa è la mia storia….
Lo scenario non poteva non essere il fantastico mondo del supramonte con il suo fascino inalterato nel corso dei secoli.

Siamo nel territorio di Baunei anche se ormai per le innumerevoli emozioni che ci dona lo sentiamo più nostro che di Baunei.

Il viaggio per giungere fino a qui è stato come sempre lungo, partiti ancora con le tenebre ad un orario che mi rifiuto di ricordare, (è dura mettersi in viaggio quando il sole dorme ancora) abbiamo preso la strada verso il nostro parco giochi naturale ricco di attrazioni. Alle 9 dopo 2 ore di viaggio e la classica fermata al baricentro vediamo il cartello Baunei , ancora un pò di strada e saremo giunti a destinazione.

Ore 9e30 eccoci finalmente arrivati, il cartello cala sisine ci indica la destra, salto giù dalla macchina come un gatto a cui hanno pestato la coda, non riuscivo più a stare seduto. Alzo gli occhi al cielo, la giornata è favolosa, l’aria è freschissima, la temperatura mite e il sole sembrano voler screditare il calendario che oggi segna 13 febbraio.

Non perdiamo tempo abbandoniamo le macchine, prendiamo corde e imbraghi e ci mettiamo in marcia. Siamo all’inizio del percorso che ci condurrà alla gola di “Bacu Padente” da ora in poi inizia ufficialmente la nostra avventura….

Decidiamo di andare dritti verso la variante alta, la parte più bella della gola, la più panoramica.

Prima ovviamente  bisogna fare un pò di riscaldamento quindi decidiamo di introdurci all’interno della boscaglia e girare un pò dove capita facendo finta di cercare l’inizio del percorso della variante alta, dopo quasi mezzora di buon riscaldamento crediamo sia il caso di tornare indietro e prendere la il sentiero conosciuto che conduce all’attacco della variante bassa.

Il primo pezzo del sentiero è bene delineato ma arrivati alla cresta della montagna ci accorgiamo che nuovamente dobbiamo metterci a cercare il sentiero giusto, la preoccupazione di non trovare il sentiero o di trovarlo troppo tardi e rischiare di trovarsi con l’oscurità ancora nella la gola da terminare cominciava a prendere forma nella mia mente, ma tutto ad un tratto vedo materializzarsi un’entità umana che procedeva ad andatura sostenuta verso di me, caschetto bianco e maglietta arancione.

Pensai fosse l’arcangelo del c.s.c., invece no molto di più, era un socio del gruppo grotte di Nuoro. La mia domanda non si fecce attendere ma in cuor mio volevo solo una risposta. << Stai andando verso la variante alta?>> <<“SI”>> <<Si??? Ma si lo dico io!!>> senza neanche perdere tempo lo seguiamo come un branco di belve affamate che hanno fiutato la preda. Il nostro salvatore ci conduce all’attacco del primo salto, sono le 11:45, finalmente ci possiamo prendere un pò di pausa prima di iniziare i 7 salti, la paura è passata ma le ore di luce ci sono avverse.

La vista che si scorge da quell’altezza e indescrivibile, terra mare e cielo sembrano dipinti come un quadro di Caravaggio, la superficie del mare è liscia come l’olio e accarezza dolcemente la costa, e nell’orizzonte si fonde con il cielo regalando ai nostri occhi un azzurro che raramente si ha la fortuna di ammirare.

Individuiamo il nostro armo per la prima discesa, un giovane ginepro che ha avuto la fortuna di crescere proprio in prossimità dello strapiombo. Chissà quante risate si è fatto….

Molte volte mi sono chiesto cosa sarebbe il supramonte senza ginepri, quei ginepri cosi antichi e dalle forme più disparate piegati dal vento e dalle inteperie, sicuramente senza ginepri noi avremo avuto molta più difficoltà nel goderci le bellezze del supramonte. Per noi ogni ginepro è un possibile compagno di viaggio, un compagno a cui affidiamo la nostra vita, se cade lui cadiamo noi.

Chissà se potessero parlare quante storie ci racconterebbero, le storie di chi come noi precedentemente nel corso degli anni è passato per questi luoghi affidando le proprie esistenze alla resistenza delle loro possenti radici.

Giacomo inizia ad armare il primo salto, anche il nostro amico di Nuoro  nonché salvatore (ma non di nome) inizia ad armare un po’ più in basso rispetto al nostro punto, più tardi verrà raggiunto da tutto il suo gruppo con il quale ci scambiamo un caloroso saluto e un in bocca al lupo “che bello”

Iniziamo quasi contemporaneamente la discesa del primo salto, un inizio col botto, un bel salto da 30 metri che sommato alla prospettiva da cui ci stiamo calando dava una sensazione di capogiro.

Il gruppo di Nuoro va molto più spedito nonostante fossero uno in più di noi come numero finiscono prima la discesa, tanto che decido per guadagnare un po’ di tempo di scroccare un passaggio con la loro corda. Durante la discesa i miei cari amici mi danno del venduto ^_^.

Mentre aspettiamo che tutti finiscano il primo salto, il gruppo di Nuoro ha già attaccato il secondo, non ci sono altri ginepri disponibili per fare un secondo armo, non importa aspettiamo e ci godiamo il paesaggio.

Siamo su una sorta di terrazza panoramica a strapiombo sul mare, vicino alla costa ormeggiata c’è una piccola imbarcazione, è proprio vero che con una barchetta puoi andare dove vuoi ma è altrettanto vero che anche con una corda puoi andare dove vuoi.

Chissà se gli occupanti ci hanno visto…
e chissà in tal caso cosa avrebbero pensato..

Finalmente il secondo armo è tutto nostro!(20 m)

Decido di calarmi per primo, è la prima volta che mi calo per primo da un salto, mentalmente da tutto un altro effetto, con cura cerco di non far aggrovigliare la corda che durante il lancio si e fermata su un terrazzino, giunto in prossimità di esso libero la corda e termino in scioltezza la mia discesa, gli altri mi seguono a ruota, Mario è l’ultimo a scendere, recuperiamo la corda e ci dirigiamo al terzo salto 30 m quasi tutti sul vuoto mitico!.

Arriviamo al terzo salto, il gruppo di Nuoro ci ha distanziati, ormai ci ho preso gusto e anche in questo salto armo e scendo per primo, la discesa nel vuoto è spettacolare e scendo spedito tanto da poter far concorrenza agli incursori della s.w.a.t.

Il tempo inizia ad essere tiranno il sole incomincia a calare.

A questo punto in nostro percorso prende una variante particolare, dobbiamo andare dall’altro lato della montagna, per fortuna alla base del terzo salto c’è l’ingresso di una grotta, di caratteristico non ha praticamente nulla ma ci consente in breve tempo di essere d’altra parte.

In prossimità dell’uscita veniamo accolti da un’altro scorcio di panorama mozzafiato, sul lato sinistro la roccia e perforata da parte a parte come se fosse stata colpita da una palla di cannone, a destra si vede il mare sempre più vicino, siamo ormai arrivati quasi all’ultimo salto.

Uscendo dalla grotta facciamo due piccoli salti veloci e raggiungiamo un altro passaggio attraverso la roccia dove i nostri cari amici Nuoresi ci hanno fatto trovare un bel fuocherello, il sole da questo lato non batte e il calore di quel fuoco ci da conforto.

Rinvigoriamo la fiamma e finalmente arriva anche per noi l’ora di mangiare qualcosa. Ci fermiamo giusto il tempo necessario, non perdiamo tempo le probabilità di terminare il percorso al buio sono alte.

Penultimo saltino in scioltezza ed eccoci all’ultimo salto 35m a picco sul mare, il nostro ginepro è già li pronto ad un’altra serie di discese (poco prima è sceso il gruppo di Nuoro). La posizione, il punto, la vista del mare cosi vicino, il fatto che ormai il sole stia calando e l’aria incomincia a ricordarci che siamo a febbraio, fanno di quel salto un salto diverso dagli altri.

Anche io trovo difficoltà nel mettermi in carico è un caloroso abbraccio al mio amico ginepro prima della discesa ci sta tutto. Ad uno ad uno terminiamo la discesa ormai non ci resta che la via del ritorno, costeggiamo per un tratto una impervia scogliera per poi risalire verso la montagna dall’atro lato della gola da cui siamo arrivati, giunti abbastanza in alto ci voltiamo verso l’altro versate e vediamo nettamente alcuni dei salti fatti e ci rendiamo conto di cosa siamo stati capaci di fare.

Ormai il sole e completamente calato e la luna alta nel cielo ci accompagna sulla via del ritorno, voltandosi verso il mare lo spettacolo all’imbrunire è favoloso, ma il tempo per poterlo godere è poco.

Alle 18:00 la nostra avventura ha termine, arriviamo alle macchine e i nostri amici del gruppo Nuoro stanno già brindando, non capisco perché ogni volta il primo a cui porgono l’alcol sono io! Sono astemio al 100% sia di vino che di birra! gli altri invece non si fanno pregare e tutti insieme brindano alla bella giornata passata insieme.

L’ora del rietro a casa è arrivata, carichiamo le macchine, salutiamo gli amici di Nuoro e prendiamo la via del ritorno. La stanchezza si fa sentire ma l’adrenalina accumulata e la voglia di ritornare in quel luogo per far provare anche ad altri le emozioni provate da noi, danno luogo ad  una bilancia in perfetto equilibrio.

Ringrazio per la fantastica esperienza condivisa: Barbara, Carlo, Cristina, Giacomo, Giorgio, Mario e Roberto (Metti una foto di gruppo)

14 speleocommenti

  1. Francesca giovedì, 17 febbraio 2011 alle 16:00

    bella ste!!bravissssssimiiiii!!! 🙂

  2. barbara giovedì, 17 febbraio 2011 alle 17:19

    davvero bel resoconto,complimenti,per un istante mi è sembrato di essere in corda sopra quel mare stupendo!

  3. Mario giovedì, 17 febbraio 2011 alle 18:10

    Complimenti Ste! bel racconto

  4. Milo Usc giovedì, 17 febbraio 2011 alle 18:28

    Wowww, senza parole…
    di diritto nella topten delle più belle relazioni che abbia mai letto (e ne ho letto ben più di 10 :p)

  5. Roberto giovedì, 17 febbraio 2011 alle 19:22

    Bella relazione…complimenti!!! Sesi puru diventau romanticu!!! 🙂 😉

  6. Roberto giovedì, 17 febbraio 2011 alle 19:22

    Aggiungiamo in allegato i video?

  7. Mario giovedì, 17 febbraio 2011 alle 19:54

    se vuoi si, puoi inserire il video dal tastino apposito, vai in modifica articolo

  8. Francesca venerdì, 18 febbraio 2011 alle 8:51

    daaaiiii!!toghe le relazioni coi video!!mettili steeeeee!!!!! 🙂 🙂

  9. Roberto venerdì, 18 febbraio 2011 alle 10:28

    ho bisogno della liberatoria di Giacomo e Barbara!!!!

  10. Giacomo venerdì, 18 febbraio 2011 alle 10:51

    OOOOH Roberto!!!!! mettili pure!!!!Ormai ci conoscono…..!Lo sanno che siamo del C.S.C. 🙂

  11. barbara domenica, 20 febbraio 2011 alle 20:46

    si,robi….hai pure il mio consenso,tanto in sede l’hai già mostrato a tutti!!!;)

  12. manuspeleo lunedì, 21 febbraio 2011 alle 11:40

    Bravo Stefano!Però, hai visto quanti talenti letterari al C.S.C.?
    Adesso aspettiamo anche quella di Murgulavò, murrungi esclusi naturalmente!

  13. Mario lunedì, 21 febbraio 2011 alle 11:56

    se sior Roberto ci fornisce video e foto la scriviamo

  14. Ernesto domenica, 21 dicembre 2014 alle 18:55

    ciao Stefano, leggendo la tua descrizione molto efficace mi è però sorto un dubbio: è la prima volta che leggo di una “variante alta” con 7 salti. La descrizione di Conca invece parla di 5 salti e non cita alcuna variante. Vado domenica prossima e ovviamente preferirei di gran lunga optare per quella alta però mi preoccupa la possibilità di non trovare il primo armo. Avresti per caso una traccia gps? Nel caso te ne sarei veramente grato se potessi farmela avere.
    Ciao, Ernesto