BADDE PENTUMAS “la valle di lanaitto, il monte ortini, la gola dai 12 salti, l’oscurità incombente.”

Valle di LanaittoOgni volta viene molto difficile trovare le parole giuste per descrivere con accuratezza i luoghi visitati e cercare di trasportaci con la mente chi legge queste righe, l’idea vuole essere quella di far fare un viaggio mentale ai lettori cercando di esprimere l’emozioni provate nel nostro viaggio reale.

Il viaggio inizia dalla valle di lanaito, procede con la scalata del monte ortini e  termina con l’attraversamento della gola di Badde  Pentumas.

La scalata del monte ortini è una di quelle scalate da far rabbrividire anche il miglior Bartali o il miglior Coppi, leggendo altre relazioni scritte da altri avventurieri capisco chè in realtà un percorso preciso non esiste ed il cammino si svolge sempre tra vegetazione aspra e lastre di calcare biancastro “karren” taglienti come rasoi, quindi non ci sono tracce di calpestio.

Ogni tanto si incontrano tranquillizzanti ometti, poi neppure quelli, ma con un po’ di accortezza ed una buon sesto senso non è difficile individuare la direzione. Bisogna salire, salire, salire, una scalata di non meno 2 ore, che sotto il sole possono sembrare un’eternità e far uscire le persone di sennò e far pensare che si stia sbagliando percorso.

CSCIl primo tratto del sentiero è abbastanza delineato e sale verso nord,  rasentando l’ingresso della grotta di sa Oche e poco dopo arriva nella zona archeologica di sa Sedda ‘e sos Carros .

Il sentiero sale, sale, sale… sempre in direzione sud-ovest fino a scomparire tra la vegetazione rada e le rocce levigate da acqua e vento, in quel momento si ha la sensazione di essersi persi, ma in realtà non è cosi, bisogna guadagnare quota verso ovest, ed ogni tanto deviare verso sud-ovest con lo scopo di raggiungere la cresta  del monte Ortini, delimitato a nord dalla valle di lanaito e a sud dal canyon dal quale saremmo poi discesi.

Superata la cresta si arriva praticamente su un’ altopiano è da li il sentiero che conduce al primo salto e una formalità, mezzora di cammino e si arriva alla Bocca della gola di badde e Pentumas.

Primo salto della gola di Badde Pentumas - OlienaIl primo salto è quello più alto, circa 40 metri, io sono il primo a dare il via alle danze e calarmi giu dal muro di roccia, man mano scendono anche gli altri, durante la discesa di tutto il gruppo facendo un breve calcolo mentale, capisco che terminare l’escursione in un’ orario accettabile sarebbe stato praticamente impossibile.

Recuperata la corda utilizzata ci muoviamo verso il nostro secondo salto, ne restano altri undici, l’unica consolazione è che da qui in poi non si può sbagliare strada e sopratutto non si può tornare indietro. Siamo circondati da possenti pareti di roccia, l’ambiente è ciclopico, selvaggio, primitivo, coinvolgente, inquietante, capace di attrarre con le sue colossali dimensioni. Più si va avanti più la valle tende a stringersi e le alte pareti che la delimitano sembrano sempre più mastodontiche e incominciano a nasconderci i raggi del sole. I salti si susseguono l’uno a l’altro intervallati da piccoli avvicinamenti, ogni salto è caratteristico e si distinguono gli uni dagli altri. Gli ultimi 2 salti vengono fatti con l’oscurità completa, la vicinità delle pareti della gola danno la sensazione quasi di essere in grotta, se non fosse per la vegetazione e per il bellissimo cielo stellato. Arriviamo al parcheggio 12 ore dopo averlo lasciato, sono le 22.

Il CSC nella Badde di Pentumas - OlienaDurante il rientro verso la civiltà, mentre guido, mentre macino chilometri, mentre l’autoradio fa fuori una canzona dietro l’altra, mentre la mia compagna di viaggio tenta di combattere i colpi di sonno, ritorno con la mente in quella gola, dove il mondo esterno non conta nulla, dove i pensieri e le preoccupazioni di tutti i giorni non possono entrare, dove non tutti hanno la fortuna di poter dire di esserci stati.

6 speleocommenti

  1. Francesca giovedì, 31 Marzo 2011 alle 15:47

    wow steee!!in certe frasi…brividiii!! 🙂 🙂

    • Sylvain BERNAT mercoledì, 24 Agosto 2011 alle 19:18

      Ciao Francesca
      Non so se vi ricordate, eravamo tre francesi e abbiamo scalato il Monte Cinto con Simone e te, nel mese di agosto. Ho alcune foto posso inviare. Contattarmi se vuoi.
      Avete un bel sito con bellissime foto.
      Ci dispiace per il mio italiano ma io non sono un esperto.
      sybernat@hotmail.fr

  2. Mario giovedì, 31 Marzo 2011 alle 18:56

    Bravo Stefano, bella relazione

  3. Roberto giovedì, 31 Marzo 2011 alle 19:06

    Bravo, bravo…ma….. chiudi il PLG…..gribbio!!!!!!

  4. Milo Usc giovedì, 31 Marzo 2011 alle 20:23

    Ho la fortuna di esserci stato e di volerci tornare, bella relazione!

  5. giacomo mercoledì, 26 Ottobre 2011 alle 19:55

    che bello! ma organizzate qualcosa?? magari di più semplice di 11 salti,io vorrei tanto visitare il lanaitto e le sue pareti.vivo in ogliastra e potrei avicinarmi tranquillamente.