Archivio Canyoning

  • Da Cuile Sa Mandra a Badde e Pentumas 3/4-11-2012

    Da tempo desideravo dormire nell’altopiano di Sovana per poi il giorno dopo discendere in corda la gola di Pentumas…. e quindi preparo il foglio d’uscita ma Simone A. (dopo che ha visto il mio ostinato dissenso a fare Bacu Padente) mi propone una variante…ovvero salire da Monte Maccione sopra Oliena e dormire al cuile de Sa Mandra…; raggiunto l’accordo con Simone A. ci incontriamo a casa mia insieme a Fabiana L. col suo cane Oscar, Barbara S., Enrica S., Sergio A., Mario C., Massimiliano L.(circa :-P!!)  e verso le 13:00 partiamo verso la nostra nuova avventura (notare che Mario e Sergio durante il viaggio sono sopravissuti miracolosamente alla parlantina “leggera” di me e Massimiliano….anzi Sergio dopo un pò dava segni di anestesia). Pranzo fuori dall’Euro Spin di Tramazza e poi ci dirigiamo, nonostante il tempo incerto contornato da piccole “lacrime” di pioggia, verso il rifugio di Monte Maccione dove attendiamo con zaini già pronti che Simone e Mario tornino dalla preparazione della navetta al rifugio della Grotta Sa Oche. Rientrati col fuoristrada e caricato tutto iniziamo la lunga salita nella strada sterrata sempre più impervia e pendente…tanto che a momenti sembrava ci accappotassimo…e a momenti sembrava un aereo nel decollo notturno con tutti quei paersi che si vedevano dall’alto illuminati!!! poi considerando che eravamo in otto non stavamo proprio “comodi”!!! Sergio a momenti diventava una parasole laterale…per non parlare di Enrica che ogni tanto dava le capocciate nel cielo della macchina. Oramai era già buio ed erano circa le 20:00 quando cominciammo la discesa dal parcheggio del Cusidore….Il cane Oscar all’inizio andava per i fatti suoi qua e là …finchè cominciò a farci quasi da guida…dopo circa mezzora vediamo in lontananza sulla destra del fuoco e dei probabili cacciatori che si preparavano per l’indomani…e dopo circa un’altra mezzora iniziamo ad abbandonare il sentiero nel letto della valle su cui ci trovavamo per risalire a destra su un campo solcato per raggiungere il cuile. Il panorama era fantastico, nonostante il buio, si intravedeva la bellezza del paesaggio ed in lontananza Dorgali illuminata che primeggiava nell’orizzonte.

     

    A pochi metri dal cuile Massimiliano ha una storta alla caviglia sinistra ma fortunatamente grazie alle magiche bende preparategli da Sergio tutto si sistema al meglio (anche perchè se continuava a star male gli facevamo fare la fine dei protagonisti del film “Sanctum”).Il cuile era fantastico…ben mantenuto ma non avevo ancora ben chiaro il panorama che avevamo di fronte, sulla destra Barbara mi fa notare un lucichio rosso sulla roccia ….curioso!!! era un lumino acceso alla Madonnina che si trovava incastonata nella roccia…fantastico!! e poco più avanti sotto un albero un pò più in basso c’era un bel tavolo in legno e le panche…..all’interno del cuile scopro un calendario invece ben poco religioso che anche Massimiliano vuole consultare….volevamo consultare le fasi lunari!!! che avevate capito??? Prepariamo il fuoco ed il cibo e …dopo un pò di vino…. tutti cominciano ad intonare canzoni e Massimiliano ci stupisce indossando una parrucca a stile Rock star e comincia a sparare cavolate a manetta (notare…SENZA BERE!!!)!!!!  nel frattempo sorge la luna (a circa 3/4) che s’affaccia di tanto in tanto dalle nuvole che corrono sospinte dal vento d’alta quota.

    Grande occasione per una bella foto. Nei pochi momenti di luce lunare il paesaggio via via si mostrava ai nostri occhi sempre più chiaro e magico….però, nel frattempo che noi cantavamo e scherzavamo, Oscar si spazzolava il piatto di Enrica lucidandolo a nuovo…Arriva l’ora di andare a letto e decido di dormire nel cuile…inutile dire che da qui a prendere sonno parte una sana parlantina notturna di me e Massimiliano per la gioia di Enrica e Barbara!!! poi l’improvviso il silenzio e tutti a nanna. Via via durante la notte il freddo cala finchè dalle fessure dei pali di ginepro s’itravede la luce dell’alba offuscata però dalle nuvole. M’affaccio da una piccola finestrella sulla porta e …meraviglia!!! Il panorama è fantastico..esco velocemente per catturare con una foto i raggi del sole che “rompono” le nuvole e colorano d’arancione le montagne…Fantastico….!!! … nel frattempo Oscar mi ringhia perchè sto invadendo il suo territorio…!!! Si creidi giaì meri de su logu!!!! Poi parte la ritirata con smontaggio di tende …ritiro della roba dal cuile e colazione sostanziosa per affrontare la giornata…..e vià giù per la valle di fronte a noi. Tagliamo di nuovo sulla destra per campi solcati e pietraie   e dopo qualche difficoltà e “scrammentu” di Oscar… (ogni tanto bisognava prenderlo in braccio perchè aveva paura dei piccoli salti…e puntava sempre i precipizi) arriviamo all’altopiano di Sovana….da lì ci spostiamo ad un’altro cuile attrezzatissimo (persino uno specchietto di macchina nella zona Toilet) e poi ci dirigiamo all’attacco di Pentumas (sirbonando spudoratamente!!!). Scendo per primo dall’armo preparato da Simone dopo una breve pausa pranzo. Nel frattempo si era alzato il vento e incanalandosi nella gola mi tirava la corda come fosse una vela…tanto che tutti pensavano che fossi io a tirala per sicura. Lo sguardo di Fabiana, Barbara, Enrica e Massimiliano era un misto di tensione, emozione e meraviglia….e su quei sguardi mi ci rivedevo io la prima volta in corda…L’entusiasmo di allora però per me non è cambiato. Per Oscar era giunta l’ora di fare il suo cammino nello zaino di Simone…da dove guardav ogni tanto con aria perplessa…Intutto il canyon tanto ero preso dalla sicurezza degli ex corsisti che non ho trovato nemmeno un’istante per fotografargli. Mettiamola così…la luce non era quella giusta…anche perchè tra una cosa e l’altra abbiamo finito il canyon al buio e circa lalle 20: 00 eravamo alla macchina di Mario al rifugio…Tra recuperare il fuoristrada e tutto il resto siamo tornati a casa stanchi ma soddisfatti verso l’01:00!!! a proposito Massimiliano ti devo un caffè…e no cicchis atru!!!

     

     

  • RIU PITRISCONI – 23/24 Giugno 2012

    SABATO 23 GIUGNO 2012

    E della serie.. A VOLTE RITORNANO =) Robi e Deu (Speleo_Giu’’ per gli Speleo_Amici) sono andati, di nuovo INSIEME da CO-CORSISTI annata ’09 e da ORGANIZZATORI, alla momentanea conquista di RIU PITRISCONI, che dire? Proprio una bella avventura e La Cricca non è stata affatto da meno.. .. .. ALL’ARREMBAGGIO !!!

    La partenza è avvenuta di Sabato in diversi gruppetti: la mattina sono partiti, con tutta la voglia di godersi tanto relax nel bellissimo mare di San Teodoro (Isuledda), Manu, Cisio, Cocciuledda, Francesca e Richi Goppai; Lila e Giupi <USC> hanno raggiunto il grupp_ONE dopo pranzo da Gairo; infine io, Gina, Robbbi e Giorgixeddu siamo riusciti miracolosamente a fare addirittura un bagno tutti INSIEME APPASSIONATAMENTE tra un cartellino Giallo e uno Rosso che un ragazzo “particolare” ci mostrava con spiegazioni non del tutto dettagliate =P ! Inoltre, grazie alla super macchina fotografica di Manu siamo riusciti, non senza taaanti tentativi, a creare un video di tuffi csc_ini sincronizzati e.. viaaaaa verso la BASE !

    Arrivati a STAZZU PITRISCONI abbiamo trovato i nostri amici dello SPECUS (Claudio, Pipi, Stefania, Elisabetta, Fabio <Spano>, Rita, Davide (che mi darà a breve la ricetta di un Ottimo MIRTO) e Paolo, l’alto lombardo <Speleo Club Oristanese>) che avevano avvisato la forestale a nome di entrambi (grazie..). Dopo aver piazzato le tende abbiamo bevuto insieme un po’ di vino e poi abbiamo gentilmente fatto un ottimo uso delle loro braci residue per cucinare tanta e tantissima carne come al solito (questa volta oltre alla salsiccia e al Gavallo c’è stata la new entry del pollo colesterolo_free portato da me ANCHE SE ho mangiato comunque TUTTO IL RESTO.. difficile resistere!), una melanzana XXL/OGM, ottimo pane “Sa Coccoi” direttamente prodotto dalle zie di Giupi di Gairo e come al solito non poteva mancare tanto BUONUMORE con un lieve tocco di Limoncello artigianale (è stata dura pulire i limoni uno a uno ma ne è valsa la penaaa)! Abbiamo passato una bellissima serata sotto il cielo stellato e per finire IO devo ringraziare la mia compagna di tenda Gina che mi ha ospitata.. come non ricordarla tra una riga e l’altra?

    La cricca amica =)

    Robi e il Fuego !

     

    DOMENICA 24 GIUGNO 2012

    Driiiiiiiinn.. 7:30am – TA BASCAAAAAAA !!!

    Si sarebbe prospettata per noi una giornata di immenso calore ma gli amici dello SPECUS, che avevano già conquistato momentaneamente Pitrisconi il giorno precedente e Sapevano, hanno prestato a me e Lila due mutini da 3mm -> GRAZIE Pipi e Ste !!! Ebbene sì, l’acqua era CALDAAAAA e nonostante non abbia così inaugurato la mia nuova muta integrale da 5mm comprata il giorno precedente, sono stata Mooolto soddisfatta, tanto che al ritorno sono arrivata alle macchine, rimaste parcheggiate allo Stazzu, con lo stesso mutino nonostante tutti i Consigli Avversi di non osare vista la temperatura (avrò perso giusto qualche misero CHILETTO di H2O =P).

    CiiiiiiiiiS =)

    Verso le 10 siamo arrivati all’attacco della gola in compagnia di Pipi, con i suoi sempre utili consigli, Claudio e Davide e così abbiamo INIZIATO ufficialmente l’Avventura. Sono stati 9 salti (alcuni letteralmente saltati.. molta ADRENALINA) davvero emozionanti. Giorgio è stato ufficialmente nominato, in accordo con la marca della sua muta, il BESTDIVER dell’intera uscita.. MiTTTTTico ! Io sono riuscita a fare “amicizia” (convivenza pacifica) con i Ragni d’Acqua e con altri piccoli esserini (cosa che prima della partenza NON MI STAVA ISPIRANDO _MINIMAMENTE_) di cui solo Manu conosce realmente i nomi strani, Vita/Morte/Miracoli. Manu e Robi si sono divertiti tantissimo a catturare e cogliere attimi irripetibili con le loro diverse Nikon in versione Macro.. libellule azzurre e rosse; baballottoni giganti; rane  simpatiche; lucertole dai colori sgargianti; un bellissimo euprotto; una libellula azzurra che, dolcemente appoggiata sulla muta di Gina probabilmente reputandosi BEN mimetizzata, si stava Voracemente DIVORANDO una piccola farfallina . . . che “dolce” =/ argh ! In compenso per noi tra un salto e l’altro Tanto RELAX =)

    Gina, il suo bellissimo casco VIOLA e la Natura che ci circonda !

     

    Una volta finiti i salti, siamo arrivati alla base di un’importante risalita/arrampicatina per poi continuare su una lunga, pendente, interminabile strada bianca fino a raggiungere.. le Macchine, Acqua fresca con la quale dissetarci, “scrostarci” di dosso la crema, il sudore, la terra, pulire i graffi.. insomma, la nostra OASI di Pace, Ristoro e tanto CIBO che non ci siamo assolutamente fatti mancare!

    Siamo Troppo BELLI !!!!!!!

    Tuttavia la missione non era finita, nonostante i veri sportivi nel gruppo fossero solo 2 su 11 abbiamo INSIEME deciso di fare Ancora CRICCA e andare a vedere la partita dell’Italia nella prima pizzeria utile. Grazie ai consigli di un’amica di Gina abbiamo prenotato “Da Jessica”, un’ottima pizzeria a Nuoro che vantava di possedere un importante schermo che faceva proprio al caso nostro. Purtoppo siamo andati via, Robi e Giorgio stavano già dormendo in macchina da un po’, prima del secondo tempo supplementare ma Via_RADIO siamo diventati TUTTI ancora più tifosi e . . . VINTOOOOOOO =D !!!

    Lungo la strada all’altezza di Oristano abbiamo anche trovato tanti fuochi d’artificio a salutarci (da quanto dettoci da Manu via cavo, erano stati da lei a noi dedicatici.. ma siiii, She’s The BEST, eheh).

    Uhmmmm.. e ancora, che dire? Io e Gina abbiamo portato la macchina degli uomini ronfanti in Patria e una volta arrivati, ognuno a Domu Sua, ci abbiamo sicuramente “cravato una bella croccara de lettu” =D nel frattempo che le ore del lunedì lentamente avanzavano insieme a noi.

     

    GRAZIE A TUTTI !!!

     

     

     

     

  • Alla DONINI, 11 e 12 Giugno 2011

    Sabato 18:00

    Eccoci pronti alla partenza! Ci ritroviamo a casa di Robi con Alessio e Manuela e dopo aver incastrato per bene gli zaini e l’attrezzatura partiamo in direzione Supramonte con la super-macchina di Ale. Pit-stop a Muravera per prendere la nostra oculista d’eccellenza Gina che nonostante il turno estenuante e la stanchezza, non rifiuta l’adrenalina che il weekend prospetta.. LA DONINI CI ASPETTA !

    Raggiungiamo lo SPECUS, dopo Campo Sbargios in un un “piazzale” lungo la strada, per unirci alla loro nottata pre-ultima-uscita-di-canyon e insieme alla compagnia, la simpatia, “qualche” bicchierino di buon vino, carne, formaggi, dolcetti e… passiamo una bella serata davanti al fuoco e sotto il cielo stellato nell’attesa dell’inizio del giorno avvenire.

    Domenica 6:10

    E io già mi sveglio circondata da grugniti sospetti e rumori di plastica e già immagino le mie provviste disseminate dappertutto ma è andata meglio del previsto e la mia busta era esattamente nel ramo dove l’avevo lasciata. Uscita, aspettandomi tanti cucciolotti, mi sono goduta la vista di un branco di suini adulti e ne ho approfittato per una passeggiata ristoratrice tra i tanti suoni, rumori e aria fresca frizzantina. Manca poco!

    Svegliati poi a scaglioni (ho passato una notte indimenticabile con le mie bellissime compagne di viaggio), riforniti di un’ottima colazione, sempre insieme ai nostri amici specus-ini, abbiamo avuto modo di testare la super teiera-extra-lusso di Robi.. wow ! A questo punto ci mettiamo in moto e l’organizzazione ha inizio. Io mi metto preventivamente la muta, nonostante non mi fosse stata consigliata con così tanto anticipo, ma col tempo e la fatica investita e risparmiata al “dopo” ero estremamente soddisfatta. Ci spostiamo e parcheggiamo a Sedda ar Baccas e già con tutto pronto partiamo e arriviamo all’ingresso della Donini. Tutti con le mute, si sta per entrare dopo aver armato e.. IL CAVALLETTO DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA DI ROBI??? Punizione divina.. dopo avermi “criticata” e “non invidiata” per la muta è dovuto andare lui avanti e indietro a recuperare il cavalletto.. risultato? Cavalletto preso ma in un bagno di sudore.. ahiahi.. ma la sfortuna in realtà ci assisterà un po’ troppo a lungo nella nostra avventura e così è nata dalla partenza da Muravera ma non voglio pronunciarmi in quella serie di sfortunati eventi, l’importante è che tutto si sia risolto per il meglio, sisi. Tuttavia, una sacca caduta dove non avrebbe dovuto, un bidone contenente materiale fotografico rotto (ma niente di grave per fortuna, accorti in tempo), un casco che ora si trova a meno 9 metri (il MIO casco non galleggiaaaa ma a breve riesumerà confidando nella fortuna di una ri-accensione futura), vari cadaveri (2 pipistrelli, un uccellino, un topone e un topino di campagna.. ehm.. per la felicità di Gina che aveva giusto bisogno di distrarsi) trovati sulla “strada” d’acqua, … , NON HANNO ROVINATO LA GIORNATA STUPENDA PASSATA!

    La grotta meravigliosa, abbiamo nuotato, riso, esplorato, fatto una bellissima sessione fotografica di cui Roberto è stato l’artefice catturando momenti unici. Il tutto grazie anche alla luce calda del carburo di Ale, allebellissime modelle Manu e Gina e alla luce di profondità che il mio casco AVEVA =) ci hanno sorpreso e fatto compagnia anche 2 funghetti che abbiamo trovato su un tronco e così con un click stiloso e con lavoro di gruppo abbiamo catturato anche quell’attimo magico.

    Dopo una pausa zuccherina, progressione e ancora un po’ di nuoto siamo arrivati alla marmitta. Io e Manu abbiamo preso il volo (io seguendo il suo esempio dato che non ero convintimissima, mentre il mio casco non è riuscito a seguire l’esempio del suo casco galleggiante e Gluc Gluc Gluc.. l’abbiamo visto scendere e scendere.. SIGH).

    Roberto si è dimostrato un ottimo organizzatore, è rimasto poi ultimo a controllarCi mentre scendevamo da Su Gunne Seba e dopo aver fatto tutti  i 50m di di discesa (io senza casco, per aver lottato, Ma senza zaino, che è meglio) eccoci pronti al rifornimento kcalorico e al cambio. Ore 19, ci incamminiamo. A passo veloce raggiungiamo, nonostante la ben conosciuta salita, presto le macchine e li.. lo Specus era in agguato alla fine della loro festa di fine corso. E’ stato bello vederli con tutta la loro energia e rispetto al giorno prima erano più numerosi e l’atmosfera davvero stravagante. E così con la promessa di vederci il giorno dopo per il concerto dei ModenaCityRamblers e della Bandabardò siglato con sempre un bicchiere di buon vino e lo ZiBiBBo partiamo anche noi verso la città. Fermati dai carabinieri a Barisardo, ri-pit-stop a Muravera, la meta sempre più vicina.

    E’ stata proprio una bellissima esperienza e come al solito, onorata di averla vissuta con i miei amici speleo. GRAZIE GRUPPO !

  • BADDE PENTUMAS “la valle di lanaitto, il monte ortini, la gola dai 12 salti, l’oscurità incombente.”

    Valle di LanaittoOgni volta viene molto difficile trovare le parole giuste per descrivere con accuratezza i luoghi visitati e cercare di trasportaci con la mente chi legge queste righe, l’idea vuole essere quella di far fare un viaggio mentale ai lettori cercando di esprimere l’emozioni provate nel nostro viaggio reale.

    Il viaggio inizia dalla valle di lanaito, procede con la scalata del monte ortini e  termina con l’attraversamento della gola di Badde  Pentumas.

    La scalata del monte ortini è una di quelle scalate da far rabbrividire anche il miglior Bartali o il miglior Coppi, leggendo altre relazioni scritte da altri avventurieri capisco chè in realtà un percorso preciso non esiste ed il cammino si svolge sempre tra vegetazione aspra e lastre di calcare biancastro “karren” taglienti come rasoi, quindi non ci sono tracce di calpestio.

    Ogni tanto si incontrano tranquillizzanti ometti, poi neppure quelli, ma con un po’ di accortezza ed una buon sesto senso non è difficile individuare la direzione. Bisogna salire, salire, salire, una scalata di non meno 2 ore, che sotto il sole possono sembrare un’eternità e far uscire le persone di sennò e far pensare che si stia sbagliando percorso.

    CSCIl primo tratto del sentiero è abbastanza delineato e sale verso nord,  rasentando l’ingresso della grotta di sa Oche e poco dopo arriva nella zona archeologica di sa Sedda ‘e sos Carros .

    Il sentiero sale, sale, sale… sempre in direzione sud-ovest fino a scomparire tra la vegetazione rada e le rocce levigate da acqua e vento, in quel momento si ha la sensazione di essersi persi, ma in realtà non è cosi, bisogna guadagnare quota verso ovest, ed ogni tanto deviare verso sud-ovest con lo scopo di raggiungere la cresta  del monte Ortini, delimitato a nord dalla valle di lanaito e a sud dal canyon dal quale saremmo poi discesi.

    Superata la cresta si arriva praticamente su un’ altopiano è da li il sentiero che conduce al primo salto e una formalità, mezzora di cammino e si arriva alla Bocca della gola di badde e Pentumas.

    Primo salto della gola di Badde Pentumas - OlienaIl primo salto è quello più alto, circa 40 metri, io sono il primo a dare il via alle danze e calarmi giu dal muro di roccia, man mano scendono anche gli altri, durante la discesa di tutto il gruppo facendo un breve calcolo mentale, capisco che terminare l’escursione in un’ orario accettabile sarebbe stato praticamente impossibile.

    Recuperata la corda utilizzata ci muoviamo verso il nostro secondo salto, ne restano altri undici, l’unica consolazione è che da qui in poi non si può sbagliare strada e sopratutto non si può tornare indietro. Siamo circondati da possenti pareti di roccia, l’ambiente è ciclopico, selvaggio, primitivo, coinvolgente, inquietante, capace di attrarre con le sue colossali dimensioni. Più si va avanti più la valle tende a stringersi e le alte pareti che la delimitano sembrano sempre più mastodontiche e incominciano a nasconderci i raggi del sole. I salti si susseguono l’uno a l’altro intervallati da piccoli avvicinamenti, ogni salto è caratteristico e si distinguono gli uni dagli altri. Gli ultimi 2 salti vengono fatti con l’oscurità completa, la vicinità delle pareti della gola danno la sensazione quasi di essere in grotta, se non fosse per la vegetazione e per il bellissimo cielo stellato. Arriviamo al parcheggio 12 ore dopo averlo lasciato, sono le 22.

    Il CSC nella Badde di Pentumas - OlienaDurante il rientro verso la civiltà, mentre guido, mentre macino chilometri, mentre l’autoradio fa fuori una canzona dietro l’altra, mentre la mia compagna di viaggio tenta di combattere i colpi di sonno, ritorno con la mente in quella gola, dove il mondo esterno non conta nulla, dove i pensieri e le preoccupazioni di tutti i giorni non possono entrare, dove non tutti hanno la fortuna di poter dire di esserci stati.

  • Corso di Speleologia di 1° livello – 26 maggio – 13 giugno 2010

    Dopo alcuni anni il Centro Speleologico Cagliaritano riprende ad organizzare i corsi di introduzione alla speleologia secondo le direttive della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana (C.N.S.S.-SSI).
    La Commissione è l’organo tecnico-didattico della Società Speleologica Italiana che promuove e organizza l’insegnamento della Speleologia (nei settori della tecnica e della documentazione e della ricerca esplorativa e scientifica, uniformando i programmi e i supporti didattici), diffonde ed omogeneizza tanto le norme di sicurezza per la prevenzione degli incidenti  in grotta quanto le norme di rispetto ambientale (per la tutela delle grotte, delle aree carsiche e dell’ambiente in genere), qualifica gli istruttori e gli aiuto-istruttori che collaborano alla realizzazione dei diversi corsi di speleologia e coordina e qualifica l’attività delle singole Scuole di Speleologia componenti la C.N.S.S.-SSI.

  • Riarmo della Ferrata di Pentumas – 8 maggio 2010

    Come previsto Sabato 8 maggio 2010 sono iniziati i lavori per il riarmo della ferrata di Pentumas.

    L’intervento si era reso ormai indispensabile per percorrere in piena sicurezza la ferrata, l’iniziativa nata mesi fa su Flickr grazie al contributo dei seguenti gruppi spelo Sardi:

    • ASADM Uras
    • CSC Cagliari
    • GEA Nuoro
    • GSAGS Cagliari
    • GSAS Sassari
    • SCO Oristano
    • USC Cagliari

    ha reso possibile la raccolta di circa 700,00 euro utilizzati per l’acquisto del materiale necessario.

    L’attività di trasporto e di montaggio dei materiali nuovi, di smontaggio, trasporto e smaltimento di quelli vecchi ha coinvolto sedici persone appartenenti al Centro Speleologico Cagliaritano, all’Associazione Speleologica “Alberto della Marmora” di Uras, coordinati dal “Capo Cantiere” Corrado Conca.
    Nel tratto ferrato della cengia, il vecchio cavo, le corde e gli armi sono stati dismessi e sostituiti da materiale interamente in acciaio inox. Anche l’ingresso alla cengia è stato armato con l’aggiunta di un tratto ferrato che permette di superare in sicurezza alcuni punti esposti.
    Sono stati utilizzati 135 m di cavo d’acciaio inox da 8 mm, 20 fix inox da 10 mm, 40 morsetti inox da 8 mm, 30 redance.
    Rimane ancora da sistemare il tratto terminale della ferrata (catena e traversino) e qualche punto delle arrampicate iniziali, dopo naturalmente una buona pulizia del tratto in frana precedente alla cengia ferrata. Ora ci si riorganizza con gli ultimi acquisti di materiale mancante (anche grazie all’adesione del CSI SPECUS Cagliari) e poi ….un’ultima spedizione per terminare i lavori. Si ringrazia anche la soc. Gestur Sardegna per la collaborazione e il supporto logistico (ottimo il caffè :-)).

  • Donini – 1 maggio 2010

    Venerdì, parto da casa verso le 21 con il fuoristrada di Simone che avevo da qualche giorno in riparazione per andare a prendere Stefano a casa sua dove grazie alla fuga del suo cane Dante perdiamo circa un quarto d’ora.
    Arriviamo a casa di Francesca e insieme anche a Simone e Riccardo (USC) mangiamo veloci una pizza (Simone sarebbe poi partito in esplorazione il giorno dopo con Massimo). Sono ormai le 22 e 30 quando imbocchiamo la s.s. 125 in direzione Urzulei destinazione il campo di Pasqua dove abbiamo appuntamento con Giacomo, Luciana, Mariaelena, Paolo (CAI). Dopo il lungo viaggio arriviamo al campo verso l’una di notte dove intravediamo un fuoco acceso che ci attende e le tende già montate. Dopo un breve saluto, montate anche le nostre tende, andiamo subito a dormire.

    Quasi miracolosamente alle 8 e mezzo siamo tutti più o meno in piedi, Stefano compreso, poi dopo una colazione di the, latte e biscotti, partiamo con attrezzature e muta verso il Parcheggio di Sedda Ar Baccas. Ci vestiamo e ci dirigiamo verso l’ingresso della grotta Donini passando lungo il letto del fiume Orbisi. L’ingresso è uno stretto pozzo di una decina di metri . Giacomo prepara la corda per scendere in singola su un cordino posizionato su uno spuntone di calcare, io scendo per secondo ed inizio a esplorare mentre Giacomo attende la discesa di tutti. Dopo pochi metri trovo un armo già pronto con una corda lasciata dall’ultimo raduno speleo. E’ un pozzo di circa 5 metri, dopo la discesa sono indeciso su quale direzione prendere, mi raggiungono Luciana e Mariaelena. Lasciando la corda alle spalle passo a destra in un piccolo cunicolo sopraelevato e dopo una corda di circa 2 metri entro finalmente nell’acqua….ho troppo caldo con la muta da 5 mm e finalmente in acqua sto meglio. Le ragazze tentennano un po e dopo che io continuo a camminare con l’acqua alle ginocchia si decidono anche loro ad entrare. L’acqua è veramente fredda ma io sto perfettamente, aiutato anche da calzari e guanti, supero numerose vaschette piene d’acqua più o meno profonde e procedo fino a quando vedendone una un po’ più profonda mi fermo ad aspettare l’arrivo di tutti.

    Giacomo va avanti e prepara un traverso e poi l’armo per scendere su di una parete di circa 15 metri in corda doppia. La sala intorno è abbastanza ampia e si vede il meticoloso lavoro di levigazione della acqua quando scorre impetuosa nei momenti di piena. Scende Giacomo e poi Stefano a cui controllo il posizionamento dell’otto…e poi tocca a me.

    Sotto il pavimento è pressoché tutto allagato.. e decido di andare avanti nell’esplorazione avviandomi con Stefano verso sinistra, iniziamo a nuotare, i punti dove non si tocca diventano sempre più numerosi e con le scarpe ai piedi muoversi è sempre più difficoltoso. Lo spettacolo che mi circonda è favoloso, poche concrezioni ma l’aspetto nel suo insieme è spettacolare, tutto levigato e lavorato come se scolpito da un’artista. Ora ci troviamo davanti ad un’altro piccolo salto da meno di dieci metri dove sempre in doppia ci si cala all’interno di una marmitta.

    Scendo dopo Giacomo e Luciana e poi da solo proseguo finché arrivato in un saltino di mezzo metro decido di attendere tutti gli altri. Spengo la luce e ascolto il meraviglioso e rilassante scorrere dell’acqua. E incredibile la sensazione di pace che ho provato nell’attendere l’arrivo della luce che creava delle ombre danzanti nelle pareti  mentre il suono della voce pian piano si faceva sempre più nitido. Con la certezza che la strada è quindi quella giusta vado ancora avanti per molti metri nuotando, e riposandomi ogni qualvolta mi accorgo di poter toccare coi i piedi … proseguo così finché non arrivo,  con gli altri subito dietro, a un altro salto di una quindicina di metri da fare sempre in doppia facendo un breve traverso.

    Ora i ricordi di chi ha già fatto la grotta si offuscano,  Francesca con Riccardo cominciano a cercare la prosecuzione verso destra, io guardo a sinistra ma mi accorgo che da lì non si passa,  dopo aver fatto luce a Stefano in difficoltà con la sua lampada a carburo decido di raggiungere gli altri. Cominciamo a vagare tra tante rocce disordinate e passaggi un po’ più articolati ma semplici finché notiamo l’acqua scorrere sempre più velocemente ritrovandoci cosi in un’altra sala dove iniziano una serie di scivoli simili ai toboga… stavolta sono l’ultimo a causa della mia passione fotografica.

    Inizia ora il divertimento vero e proprio, i salti a scivolo sull’acqua si susseguono sempre di più e ogni tanto qualche concrezione fa da sfondo meraviglioso a questa esperienza, il soffitto in alcuni punti è veramente alto e noto qua e là anche numerosi tronchi incastrati trasportati dalla piena. Dopo il susseguirsi di altri laghetti più o meno profondi sento la voce di tutti che finalmente vedono la luce del sole.

    Lo spettacolo è fantastico, un’incredibile e meraviglioso gioco di luci fra le rocce che ci sovrastano e i laghetti sotto di noi. Pochi metri ancora e vedo Giacomo aldilà di un altro salto su di una grande marmitta che prepara l’armo per scendere da Su Cunnu e s’Ebba. Stefano e Riccardo decidono di raggiungerlo tuffandosi dalla marmitta mentre io uso l’otto usando una corda sulla destra. Seguono poi le ragazze.
    Giacomo decide di armare utilizzando due corde da 80 unite con doppio nodo inglese,  il salto è di 47 metri. Lo aiuto a sbrogliare la corda e a calarla giù, poi dopo un accurato controllo Giacomo mi guarda e mi dice: vuoi scendere? sei tranquillo? ..e io vado!.
    L’emozione e la tensione sono alle stelle ma come vedo il vuoto sotto di me stranamente mi tranquillizzato, aiutato anche dal fatto che il peso della corda rende la  discesa lenta e sicura.

    Lo spettacolo è meraviglioso..ho davanti a me una delle viste più belle del Supramonte, sentendomi  partecipe a pieno di tale meraviglia.
    Scendo scivolando in una maniera pazzesca gestendo la cosa abbassando il bacino e puntando i piedi, evitando anche di prendere acqua sul viso. A metà la discesa diventa sempre più veloce ma ormai felice arrivo giù dentro il piccolo laghetto dove con un po’ di difficoltà mi sfilo l’otto. A questo punto una volta dato il via libera agli altri tolgo dallo zaino la macchina fotografica per testimoniare l’esperienza di tutti.

    Seguono dopo di me a scendere Riccardo e  Paolo, quest’ultimo trovando un po di difficoltà per via della corda che si impiglia in alcuni rami, decide di  fare da sicura a tutti e evitando cosi che la corda si impigli durante le discese di tutti gli altri. Scendono in sequenza Francesca, Mariaelena, Stefano, Luciana ed infine Giacomo. Tiriamo giù le corde e raccolto il tutto ci spostiamo in arrampicata prima e in disarrampicata poi sulla destra fino ad arrivare su una grossa roccia affianco ad un laghetto dove dopo un piccolo tuffo di noi ragazzi decidiamo di cambiarci e mangiare (escluso Paolo che è costretto a rimanere in mutande visto che nella sacca stagna i vestiti non erano per niente asciutti).

    Oramai il sole sta calando e ci aspetta la discesa all’uscita di Orbisi e la risalita dalla schiena d’asino. Dopo la sfacchinata ci finiamo di cambiare e partiamo di nuovo col fuoristrada e la clio di Giacomo verso il Campo di Pasqua dove ci attendono Ivo, Giulia, Riccardo P. e Andrea arrivati per discendere domenica il Flumineddu.
    Aimè io e Paolo siamo costretti a ripartire e dopo aver bevuto, chiacchierato e mangiato davanti al fuoco a mezzanotte intrapendiamo il viaggio del ritorno, felici comunque della fantastica esperienza vissuta!!

  • Supramonte a Pagamento: Il punto.

    Come sicuramente saprete l’accesso ad alcune zone del Supramonte è ormai  vincolato al pagamento di un ticket di ingresso, con questo articolo (e con i Vs. commenti) cerchiamo, Comune per Comune, di fare il punto della situazione ad oggi per noi che pratichiamo la speleologia, il torrentismo e il trekking.

    Comune di Baunei:
    L’accesso al territorio di Baunei, regolato dall’Ordinanza nr. 18 del 02.07.2008, è consentito solo dietro pagamento di un “contributo di euro uno a persona per la tutela ambientale del litorale e del demanio civico e per l’erogazione dei servizi indispensabili ad esso connessi”. Il ticket per il versamento del contributo può essere ritirato  presso vari sportelli o effettuato attraverso c/c postale n. 12129086 intestato al Comune di Baunei. In particolare per quanto riguarda le Grotte, ad esclusione di quelle date in concessione (per es. la Grotta del Fico e Su Meraculu)  è assolutamente vietato l’accesso in assenza di specifica autorizzazione scritta, e con l’obbligo di accompagnamento da parte di una guida locale responsabile. L’ordinanza, specifica bene tutti i divieti e gli obblighi in merito alle escursioni, alla sosta, all’uso dei veicoli, al parcheggio, mentre risulta lacunosa in merito ai servizi offerti.
    Fonti:
    http://www.comunedibaunei.it
    http://www.turismobaunei.com
    http://www.grottadelfico.it

    Comune di Dorgali:
    Accesso libero al territorio con esclusione delle aree d’interesse archeologio come i villaggi nuragici di Serra Orrios e di Tiscali (Biglietto: 5,00 € intero, 2,00 € ridotto); cosi come per le grotte turistiche attrezzate del Bue Marino e di Ispinigoli. Per Tiscali se si arriva dalla valle di Lanaitto si è vincolati da quanto stabilito dal Comune di Oliena.
    Fonti:
    http://www.dorgali.it

    Comune di Oliena:
    La gestione integrata dei siti archeologici, grotte e strutture di servizio all’interno della valle di Lanaitto è a cura della soc. Gestur Sardegna. Ingresso e transito nella valle sia a piedi che in auto è libero e gratuito. È fatto divieto di parcheggio per tutti i veicoli se non nelle aree a pagamento specificatamente individuate (per ora c/o le Case Budorrari e l’ex rifugio di Sa Oche).  Il costo del parcheggio pari a 5 euro comprende per ora l’uso dei servizi e il ritiro rifiuti. Se si entra nella valle per visitare uno dei siti a pagamento (Sa Oche 2 euro, Sos Carros 5 euro, Corbeddu 5 euro) il costo del parcheggio viene infine rimborsato. A breve saranno arredati quattro ambienti c/o le ristrutturate case Budorrai dove si potrà dormire (20 posti letto totali).
    Fonti:
    Corrado Conca [http://www.associazionesegnavia.it]
    http://www.comune.oliena.nu.it

    Comune di Orgosolo:
    Per adesso nulla da segnalare.

    Comune di Urzulei:
    Accesso libero a tutto il territorio Comunale con eccezione della Gola di Gorropu. Il punto biglietteria e la partenza delle visite guidate sono predisposte nell’ingresso a valle del canyon. Il servizio è gestito su concessione del Comune di Urzulei dalla società Chintula.
    Costi a persona: Intero € 3,50 – Ridotto € 2,50. Il costo del ticket comprende il servizio di visita guidata.
    Fonte:
    Società Chintula