Donini – 1 maggio 2010

Venerdì, parto da casa verso le 21 con il fuoristrada di Simone che avevo da qualche giorno in riparazione per andare a prendere Stefano a casa sua dove grazie alla fuga del suo cane Dante perdiamo circa un quarto d’ora.
Arriviamo a casa di Francesca e insieme anche a Simone e Riccardo (USC) mangiamo veloci una pizza (Simone sarebbe poi partito in esplorazione il giorno dopo con Massimo). Sono ormai le 22 e 30 quando imbocchiamo la s.s. 125 in direzione Urzulei destinazione il campo di Pasqua dove abbiamo appuntamento con Giacomo, Luciana, Mariaelena, Paolo (CAI). Dopo il lungo viaggio arriviamo al campo verso l’una di notte dove intravediamo un fuoco acceso che ci attende e le tende già montate. Dopo un breve saluto, montate anche le nostre tende, andiamo subito a dormire.

Quasi miracolosamente alle 8 e mezzo siamo tutti più o meno in piedi, Stefano compreso, poi dopo una colazione di the, latte e biscotti, partiamo con attrezzature e muta verso il Parcheggio di Sedda Ar Baccas. Ci vestiamo e ci dirigiamo verso l’ingresso della grotta Donini passando lungo il letto del fiume Orbisi. L’ingresso è uno stretto pozzo di una decina di metri . Giacomo prepara la corda per scendere in singola su un cordino posizionato su uno spuntone di calcare, io scendo per secondo ed inizio a esplorare mentre Giacomo attende la discesa di tutti. Dopo pochi metri trovo un armo già pronto con una corda lasciata dall’ultimo raduno speleo. E’ un pozzo di circa 5 metri, dopo la discesa sono indeciso su quale direzione prendere, mi raggiungono Luciana e Mariaelena. Lasciando la corda alle spalle passo a destra in un piccolo cunicolo sopraelevato e dopo una corda di circa 2 metri entro finalmente nell’acqua….ho troppo caldo con la muta da 5 mm e finalmente in acqua sto meglio. Le ragazze tentennano un po e dopo che io continuo a camminare con l’acqua alle ginocchia si decidono anche loro ad entrare. L’acqua è veramente fredda ma io sto perfettamente, aiutato anche da calzari e guanti, supero numerose vaschette piene d’acqua più o meno profonde e procedo fino a quando vedendone una un po’ più profonda mi fermo ad aspettare l’arrivo di tutti.

Giacomo va avanti e prepara un traverso e poi l’armo per scendere su di una parete di circa 15 metri in corda doppia. La sala intorno è abbastanza ampia e si vede il meticoloso lavoro di levigazione della acqua quando scorre impetuosa nei momenti di piena. Scende Giacomo e poi Stefano a cui controllo il posizionamento dell’otto…e poi tocca a me.

Sotto il pavimento è pressoché tutto allagato.. e decido di andare avanti nell’esplorazione avviandomi con Stefano verso sinistra, iniziamo a nuotare, i punti dove non si tocca diventano sempre più numerosi e con le scarpe ai piedi muoversi è sempre più difficoltoso. Lo spettacolo che mi circonda è favoloso, poche concrezioni ma l’aspetto nel suo insieme è spettacolare, tutto levigato e lavorato come se scolpito da un’artista. Ora ci troviamo davanti ad un’altro piccolo salto da meno di dieci metri dove sempre in doppia ci si cala all’interno di una marmitta.

Scendo dopo Giacomo e Luciana e poi da solo proseguo finché arrivato in un saltino di mezzo metro decido di attendere tutti gli altri. Spengo la luce e ascolto il meraviglioso e rilassante scorrere dell’acqua. E incredibile la sensazione di pace che ho provato nell’attendere l’arrivo della luce che creava delle ombre danzanti nelle pareti  mentre il suono della voce pian piano si faceva sempre più nitido. Con la certezza che la strada è quindi quella giusta vado ancora avanti per molti metri nuotando, e riposandomi ogni qualvolta mi accorgo di poter toccare coi i piedi … proseguo così finché non arrivo,  con gli altri subito dietro, a un altro salto di una quindicina di metri da fare sempre in doppia facendo un breve traverso.

Ora i ricordi di chi ha già fatto la grotta si offuscano,  Francesca con Riccardo cominciano a cercare la prosecuzione verso destra, io guardo a sinistra ma mi accorgo che da lì non si passa,  dopo aver fatto luce a Stefano in difficoltà con la sua lampada a carburo decido di raggiungere gli altri. Cominciamo a vagare tra tante rocce disordinate e passaggi un po’ più articolati ma semplici finché notiamo l’acqua scorrere sempre più velocemente ritrovandoci cosi in un’altra sala dove iniziano una serie di scivoli simili ai toboga… stavolta sono l’ultimo a causa della mia passione fotografica.

Inizia ora il divertimento vero e proprio, i salti a scivolo sull’acqua si susseguono sempre di più e ogni tanto qualche concrezione fa da sfondo meraviglioso a questa esperienza, il soffitto in alcuni punti è veramente alto e noto qua e là anche numerosi tronchi incastrati trasportati dalla piena. Dopo il susseguirsi di altri laghetti più o meno profondi sento la voce di tutti che finalmente vedono la luce del sole.

Lo spettacolo è fantastico, un’incredibile e meraviglioso gioco di luci fra le rocce che ci sovrastano e i laghetti sotto di noi. Pochi metri ancora e vedo Giacomo aldilà di un altro salto su di una grande marmitta che prepara l’armo per scendere da Su Cunnu e s’Ebba. Stefano e Riccardo decidono di raggiungerlo tuffandosi dalla marmitta mentre io uso l’otto usando una corda sulla destra. Seguono poi le ragazze.
Giacomo decide di armare utilizzando due corde da 80 unite con doppio nodo inglese,  il salto è di 47 metri. Lo aiuto a sbrogliare la corda e a calarla giù, poi dopo un accurato controllo Giacomo mi guarda e mi dice: vuoi scendere? sei tranquillo? ..e io vado!.
L’emozione e la tensione sono alle stelle ma come vedo il vuoto sotto di me stranamente mi tranquillizzato, aiutato anche dal fatto che il peso della corda rende la  discesa lenta e sicura.

Lo spettacolo è meraviglioso..ho davanti a me una delle viste più belle del Supramonte, sentendomi  partecipe a pieno di tale meraviglia.
Scendo scivolando in una maniera pazzesca gestendo la cosa abbassando il bacino e puntando i piedi, evitando anche di prendere acqua sul viso. A metà la discesa diventa sempre più veloce ma ormai felice arrivo giù dentro il piccolo laghetto dove con un po’ di difficoltà mi sfilo l’otto. A questo punto una volta dato il via libera agli altri tolgo dallo zaino la macchina fotografica per testimoniare l’esperienza di tutti.

Seguono dopo di me a scendere Riccardo e  Paolo, quest’ultimo trovando un po di difficoltà per via della corda che si impiglia in alcuni rami, decide di  fare da sicura a tutti e evitando cosi che la corda si impigli durante le discese di tutti gli altri. Scendono in sequenza Francesca, Mariaelena, Stefano, Luciana ed infine Giacomo. Tiriamo giù le corde e raccolto il tutto ci spostiamo in arrampicata prima e in disarrampicata poi sulla destra fino ad arrivare su una grossa roccia affianco ad un laghetto dove dopo un piccolo tuffo di noi ragazzi decidiamo di cambiarci e mangiare (escluso Paolo che è costretto a rimanere in mutande visto che nella sacca stagna i vestiti non erano per niente asciutti).

Oramai il sole sta calando e ci aspetta la discesa all’uscita di Orbisi e la risalita dalla schiena d’asino. Dopo la sfacchinata ci finiamo di cambiare e partiamo di nuovo col fuoristrada e la clio di Giacomo verso il Campo di Pasqua dove ci attendono Ivo, Giulia, Riccardo P. e Andrea arrivati per discendere domenica il Flumineddu.
Aimè io e Paolo siamo costretti a ripartire e dopo aver bevuto, chiacchierato e mangiato davanti al fuoco a mezzanotte intrapendiamo il viaggio del ritorno, felici comunque della fantastica esperienza vissuta!!

7 speleocommenti

  1. Antonio lunedì, 3 maggio 2010 alle 10:45

    Grazie Robi… mi stai stai facendo tornare la voglia

  2. Ciccioformaggio lunedì, 3 maggio 2010 alle 15:22

    là là antonio!!:-D

  3. Giacomo lunedì, 3 maggio 2010 alle 15:28

    L’esperienza di questa uscita è stata entusiasmante,confortato dalla compagnia degli amici che, per quanto non molto esperti, hanno sempre la testa sulle spalle e la voglia di divertirsi in sicurezza. I miglioramenti si notano e presto il testimone di “organizzatori” sarà passato in mani sicure e prudenti. Un complimento a tutti (Roberto, Francesca, Luciana, Mariaelena, Stefano, e agli amici USC e CAI: Riccardo e Paolo) per il fantastico clima che si è creato e per aver sopportato il rompiballe che sono.

  4. Alessio lunedì, 3 maggio 2010 alle 15:59

    Sono molto contento che sia andato tutto bene e soprattutto che vi siete divertiti…Bravi 🙂

  5. Francesca lunedì, 3 maggio 2010 alle 16:15

    bravissimo giakiiiiiiiiii!! 😀

  6. Danno lunedì, 3 maggio 2010 alle 16:17

    Ale tranquillo!!!
    Alla prossima r.d.c. proporro di comprarti un biglietto aereo di sola andata per il Messico con data di partenza aperta!!!

  7. Stefano mercoledì, 5 maggio 2010 alle 14:17

    si ci siamo divertiti è stato bellissimo, soprattutto il giorno dopo, non riuscivo a muovere un muscolo