Murgulavò: un “carso” nel Granito

Ad un anno dalla scoperta, l’esplorazione della grotta di Gutturu’e Murgulavò, nel sottosuolo sardo di Serra Pirisi nel Supramonte di Baunei, continua a regalare grandi soddisfazioni.

Un momento della fase esplorativa

Dagli studi preliminari effettuati, l’assetto geologico strutturale della grotta sembrerebbe ricalcare quello rilevabile all’esterno, si sviluppa, infatti, in prevalenza al contatto tra la serie carbonatica Giurese ed il substrato granitoide. Questo contatto, stando alle conoscenze attuali, è dislocato da diverse fratture orientate circa N-S, che tendono a farlo ribassare verso Est, fino al mare.
La prima parte della grotta, scoperta ed esplorata nel corso del 2010, è caratterizzata da gallerie che da sezione prevalentemente ellittica, con larghezza ed altezza di dimensioni metriche, vanno a sezione pseudo circolare. In particolare, subito dopo la prima frana (-51 metri dall’ingresso), si segue una galleria interamente impostata nel granito in cui lo scorrimento d’acqua è continuo. Questa galleria che si sviluppa in direzione Est, presenta una sezione pressoché circolare e sulle sue pareti si riconoscono, oltre ad una discreta fratturazione, diverse strutture di raffreddamento selettivo del magma granitico e alcune strutture erosive che potrebbero ricordare, almeno per forma, delle tafonature.

Saletta nei pressi del lago, terzo salone

Superata la prima parte di gallerie e cunicoli (-103 metri) si risale in un ambiente di frana, a grandi blocchi, che lascia il posto a tre grandi saloni di crollo impostati in corrispondenza di grandi fratture orientate circa N-S, quasi ortogonali all’andamento principale della cavità e che presentano, nella parte bassa, l’affioramento del basamento granitoide più o meno alterato.
I maggiori approfondimenti della cavità si hanno proprio in corrispondenza di queste sale che presentano dislivelli di circa 60-70 metri ciascuna e che consentono di arrivare al terzo salone, alla profondità di – 286 metri dall’ingresso, senza l’uso di attrezzature per la progressione in corda.

 

La straordinaria galleria di granito, attuale limite esplorativo

Dopo vani tentativi di disostruzione nella frana terminale della terza grande sala, nel corso del 2011 le esplorazioni si sono concentrate in corrispondenza del lato Sud della penultima sala, portando alla scoperta di un altro salone di crollo di grandi dimensioni. Alla base di questo, attraverso una frana di grandi blocchi, si accede ad un ambiente di piccole dimensioni dove si intercetta un arrivo d’acqua di notevole portata rispetto a quanto riscontrato nel tratto iniziale. Dopo una serie di passaggi in frana, tra i quali spicca quello in opposizione su un “muro” verticale che ad una prima analisi sembrerebbe un dicco di porfido granitico di colore beige chiaro, ci si ritrova in una galleria semi allagata scavata, anche questa, interamente nel granito grigio ed impostata lungo le principali direttrici tettoniche. L’approfondimento di questa galleria avviene tramite una serie di salti, con cascate alte circa 7 m ciascuna, corrispondenti alle lineazioni tettoniche più importanti. L’attuale limite esplorativo termina a – 310 metri dall’ingresso in corrispondenza di una frana dove vento e acqua si dividono: l’acqua sifona in numerosi cunicoli, l’aria risale la frana abbandonando la galleria e sparendo dietro grossi massi di crollo.

 

Questo articolo è uscito sulla rivista della Società Speleologica Italiana “SPELEOLOGIA” Anno XXXII – Dicembre 2011 nr. 65

Un speleocommento

  1. Antonio Murgia lunedì, 20 febbraio 2012 alle 7:04

    Ieri siamo stati in visita dentro Murgulavo’ per la prima volta. Una visita tranquilla che ci ha portati fino al primo grande salone. Ci siamo fermati in corrispondenza della grande colonna stalagmitica sul ripiano che spezza i passaggi attraverso i grandi blocchi discendenti, per affacciarci infine sulla prosecuzione dei grandi ambienti: non ci sono parole.
    Mi premeva ringraziare il CSC per il lavoro svolto e che stà portando avanti e, soprattutto, per aver scoperto
    questo nuovo, incredibile, tassello del nostro universo sotterraneo.
    Incredibile davvero il premio che la montagna stavolta ha consegnato in dote ai suoi primi esploratori.
    Posso solo immaginare il grande entusiasmo che ha accompagnato il vostro incedere in questo scrigno di tesori sotterranei. Che dire. Bravissimi.
    Antonio Murgia G.S.S. (Gruppo Speleologico Sassarese)