IN CANOA A CALA LUNA – 15/16/2011

La cosa più faticosa, quando si fanno queste escursioni, sono i preparativi.

In questo caso: torno a casa all’ora di pranzo, pranzo… e penso alle cose che devo mettere nella sacca, basteranno 3 o 4 magliette, dei pantaloncini da mare, due felpe, due pantaloni, due paia di scarpe, uno scaccia acqua… Il colore delle magliette sarà adeguato alle tonalità brillanti del golfo di Orosei? Nel frattempo controllo la posta sul computer, non si sa mai che arrivi qualche mail importante proprio ora, guardo la tv, il telegiornale; penso anche al cibo che devo portarmi, basterà? Penso di si, ogni volta ognuno porta da mangiare per tutti, quindi se siamo in cinque, avremo da mangiare per venticinque.

E’ ancora presto, quindi poggio la testa sul cuscino, la notte prima ho dormito poco, dopo mezzora armeggio con la sacca, ci metto tutto l’occorrente, mi rendo conto che la casa è un casino disordinato, sistemo alla bellemmeglio, almeno da poter aprire la porta quando rientro, carico la batteria della macchina fotografica, bevo un thé ed inizio il traslocco verso la macchina parcheggiata sotto casa.

Sono in ritardo, mi chiama Francesca per dei calzari, torno indietro a prenderli, nel frattempo da tutte le stradine di Sestu sbucano macchine che fanno a gara per mettersi davanti a me, sono a centinaia; l’appuntamento è a casa di Roberto ce la farò ad arrivare in orario? Solo dio lo sa! Faccio la gimcana sulla 554 e finalmente Punto Blu!

Ci sono Simone, Francesca, Manuela e Roberto. Circa 100 mq del piazzale sono stati sequestrati da Manuela per posare le sue cibarie, il resto è occupato dalle canoe.
Carichiamo la macchina e assicuriamo le canoe sull’imperiale con qualche centinaio di metri fra corde, cordini, fettucce ed elastici. Speriamo di non scagliare una canoa sul lunotto posteriore di qualche auto davanti a noi alla prima frenata brusca.

Partiamo verso le sette e dopo circa due ore e mezzo siamo a Cala Gonone, scarichiamo tutto, ci vestiamo e mentre prepariamo le canoe, Roby fa esplodere una lattina di birra dentro un gavone, in mezzo al resto dell’aquipaggiamento. Nooooooooo avevamo solo quattro lattine e una è già scoppiata, gli sequestro le ultime tre rimaste.

Il mare è una tavola di petrolio, illuminato dalla luna quasi piena, spegnamo le luci che abbiamo sulla testa e ci impagaiamo verso cala Luna.

Si sente solo il fruscio delle pagaie nell’acqua, c’è calma, aria densa di salsedine e umidità, prendiamo a pagaiare con ritmo costante e dopo poco ariviamo alla caletta di Fuili, sono le undici e mezzo. Il paesaggio meriterebbe delle foto, ma la macchina sta dentro la sacca stagna infilata nel gavone della canoa, proseguiamo verso le grotte del Bue Marino.
Filare nel silenzio notturno con le falesie di calcare bianco che riflettono sull’acqua la luce della luna non è poca cosa. L’ingresso alle grotte è sbarrato da una catena facilmente superabile, così ci addentriamo nell’aria ferma e calda, possiamo vedere il fondo basso illuminato dalle nostre luci, l’acqua è mossa solo dal nostro passaggio.
All’uscita si è alzata una leggera brezza fresca, piacevole dopo il tepore dell’aria all’interno che ha reso appicicoso lo scaccia acqua.

E’ mezzanotte e mezzo, la fame ci fa proseguire spediti, tutti taciono fino ai grottoni di cala Luna, dove approdiamo, tiriamo in secco le canoe e ci prepariamo a passare la notte.
A cala Luna no si può pernottare e dormire (giustamente), quindi noi non dormiamo, non piazziamo nessuna tenda, sgranocchiamo solo qualcosa per tenerci svegli.

Alle prime luci dell’alba io Manuela e Roberto siamo seduti su un divano naturale, fatto di tronchi portati dal mare a contemplare l’infinito in silenzio. Il sole sta sorgendo all’orizzonte e mentre ci godiamo il panorama con una tazza di thé in mano, ci sono un paio di delfini che non hanno nulla da fare se non balzare fuori dall’acqua proprio di fronte a noi, a qualche centinaio di metri.

Ma che cavolo ci fanno li? Con tutti i giorni in cui questi posti sono deserti dovevano scegliere proprio il momento in cui cinque pazzoidi sfidano le intemperie del mese di gennaio per godersi un po di pace? Meno male che passa una barca che li spaventa e non si fanno più vedere.

cala OddoanaCarichiamo le canoe e decidiamo di fare un giretto verso cala Sisine, il mare è una tavola come la sera prima e man mano che sale il sole, il paesaggio si accende di colori, pagaiamo nell’acqua verde smeraldo.

Dopo aver girovagato per qualche ora decidiamo di fare marcia indietro e di sostare a cala Oddoana per il pranzo, fagiolata alla Danno, qualche panino al prosciutto e maionese, spianate, cous cous, mele, banane, cioccolato e si riparte verso Gonone. Francesca e Roberto si scambiano le canoe.

A quanto pare la canoa su cui pagaia Roberto è ingovernabile, con le pagaiate gentili di Francesca filava dritta, ma sotto la forza bruta e l’irruenza dei sui colpi di braccia, quella si ribella e punta sempre verso la costa;
mi supera sfrecciando verso le falesie percorrendo un arco, poi lo supero io, ogni cento metri percorsi lui ne fa trecento; procede a zig zag in un turbinio di imprecazioni. Riesce a domarla solo in vista dell’abitato.

Verso le quattro e trenta arriviamo alla spiaggetta dalla quale siamo partiti, mi fa specie vedere alcuni passanti della domenica intabarrati dentro i loro capotti, mentre io indosso pantaloncini da mare e maglietta e sono ormai fradicio per via dell’acqua entrata dal para spruzzi consunto.

Usciamo dall’acqua, carichiamo le canoe sull’imperiale e previa sosta corroborante al baretto di Gonone ci avviamo verso Cagliari.

14 speleocommenti

  1. Francesca martedì, 18 gennaio 2011 alle 9:29

    bravo toniiiiiiiiiiiiiiiii!!!! 😀 😀

  2. Alessio USC martedì, 18 gennaio 2011 alle 10:16

    fantastico. bravissimi

  3. manuspeleo martedì, 18 gennaio 2011 alle 10:18

    Non so se mi piace di più vivere l’esperienza o leggerla nella relazione di mario… grazie Toni!

  4. Danno martedì, 18 gennaio 2011 alle 12:09

    Grande Toni
    le tue relazioni sono storiche!!!

  5. roberto martedì, 18 gennaio 2011 alle 13:06

    grande e fantastica relazione…!!!!!we we però anche tu hai iniziato la storia da Sestu!!! ahahahhahahah 🙂

  6. Francesca martedì, 18 gennaio 2011 alle 13:09

    aahauhauahauhauhaa!!!lo sapevo che l’avresti scrittoooo!!guarda che toni l’ha fatto apposta…hihihi!!solo che gli è uscita benissimoo!!! 😛 😛

  7. Stefano martedì, 18 gennaio 2011 alle 13:34

    “Partiamo verso le sette”…………… bastardiiiiiiiiii……… 🙂

  8. Mario martedì, 18 gennaio 2011 alle 13:42

    grazie,
    senza di voi non sarebbero possibili

    @stefano: perché non sei venuto ti abbiamo aspettato tutta la sera…

  9. Stefano martedì, 18 gennaio 2011 alle 13:49

    ahahahahah gia avete fatto tardi per colpa mia!!!

  10. Milo Usc martedì, 18 gennaio 2011 alle 15:32

    Quando le parole giuste fanno sognare

    “Filare nel silenzio notturno con le falesie di calcare bianco che riflettono sull’acqua la luce della luna non è poca cosa.”

    Bellissima relazione, complimenti!

  11. Marco martedì, 18 gennaio 2011 alle 20:50

    Spettacolo !!! 🙂

  12. Danno mercoledì, 19 gennaio 2011 alle 19:00

    con la prossima luna piena ci facciamo un bel trek!!!
    (non scala ‘e cucutos)

    • roberto mercoledì, 19 gennaio 2011 alle 23:50

      Yes!!!!!

  13. Francesca giovedì, 20 gennaio 2011 alle 8:26

    we we…la luna piena è questo week!!! 😛