Speleolessinia 2011 – Negrar 28 Ottobre -1 Novembre 2011

Io, Francesco A., Giorgio C., Stefano F. e Riccardo P. partiamo il 28 Ottobre alle 8,55 da Cagliari con un volo Ryanair (notare che abbiamo calcolato il peso delle valige fino all’ultimo grammo)…destinazione Bergamo!


Atterrati prendiamo una Focus S.W. azzura in noleggio e ci dirigiamo verso Negrar. All’arrivo ci accorgiamo subito che qualcosa non quadra …nessuna indicazione che parli di un raduno spleleologico; tutto è ancora in preparazione, la disorganizzazione è incredibile, a ogni richiesta di chiarimenti ci si scarica le responsabilità a vicenda …e il bello che ancora oggi non sappiamo a chi dobbiamo mandare a quel paese.

La Segreteria non sa dirci neppure quali grotte si possano visitare. Prima girano voci di corridoio che sono armate, poi che non lo sono perché disarmate dal soccorso, poi girano voci che ormai sono tutte al completo, poi scopriamo che non si possono visitare, poi sentiamo che ognuno si doveva portare le corde da casa (ma siamo pazzi, magari mi portavo anche le corde per la Pretta! …e a dire che in sede l’ho detto pure per scherzo che mi servivano 800 metri di corda!). Sentiamo che c’è addirittura chi ha pagato per visitarle dietro promessa di un fantomatico pranzo al sacco (chiedendogli persino che cosa volevano nel panino).

Il secondo giorno come ciliegina sulla torta siamo persino svegliati, alle 6,20, da una scossa di terremoto di 4,3 gradi, tutti all’inizio pensiamo a uno scherzo dei nostri amici di stanza ma poi ci rendiamo conto che è il palazzo dell’hotel che si muove, facendo scricchiolare anche il soppalco in legno. Gli altri si girano dall’altra parte e tornano a dormire, io mi alzo apro la finestra e guardo per strada. Non vedendo nessun allarmismo e sentendo gli uccellini cinguettare, decido anche io di rimettermi a dormire …ma con un occhio aperto! Quel mattino la finiamo tristemente a visitare lo zoo safari ..bello si….ma che tristezza,  pure gli animali in gabbia ci compativano (tranne un leone che decide di accoppiarsi proprio davanti a noi).

La sera, visto che avevo smesso persino di prendere l’ascensore per paura di altre scosse, gli altri tramano come far tremare il mio letto per farmi uno scherzo, quindi mentre sono in bagno Giorgio si posiziona sotto il mio letto e fa le prove “delle forze tettoniche”, mentre Stefano col telefonino prepara le riprese dal soppalco; purtroppo per loro come esco dal bagno noto subito una luce bianca che, visto che ero già senza le lenti a contatto non capisco da subito da dove proviene, chiedo pertanto spiegazioni a Francesco su cosa ci faccia una tikka accesa in camera e non rispondendomi i miei sospetti crescono, sollevo quindi la coperta per guardare sotto il letto e passando la mano sento un braccio, al quel punto Giorgio esce allo scoperto facendo ” BU” e incavolandosi contro il “cameraman” Faedda che non si era accorto della luce led che si era attivata  nel telefonino al momento della registrazione.

Il giorno dopo finalmente ci promettono una grotta (dopo che abbiamo fatto presente di aver pagato in più per il volo per portare l’attrezzatura) e Io, Francesco A. e Giorgio C. tiriamo dritti verso la grotta della  Lesi, sfortuna vuole che ci sia la fila per visitarla come alle poste, quindi ci sviano all’abisso  del Giacinto. Per prima cosa dobbiamo  incontrare una persona in un paese vicino che ci deve assistere per l’attrezzatura necessaria; questo alla nostra richiesta di corde ci risponde spudoratamente: “non so se ne sono rimaste visto che abbiamo armato tutte le grotte” ci sorge quindi spontanea una domanda: ” ma ci stai prendendo per il culo? …siamo 2 giorni che ci dicono che nessuno si vuol prendere la responsabilità di armare…dacci quest’elenco di grotte… miseriaccia!”.

Finalmente siamo pronti e ci avviamo verso San Giorgio, un paesino che nel periodo invernale ospita un impianto di risalita. Il paesaggio è fantastico reso particolare da numerose rocce di calcare stratificato che affioravano qua e là nell’immenso manto erboso che ci circonda, ma non c’è un albero manco a pagarlo!  Dopo una ventina di minuti di camminata arriviamo all’ingresso della grotta. Una grande spaccatura nel terreno con un pozzo di 94 metri.  Armano due vie due ragazzi dello Speleo Club Cai Sanremo ovvero Yuri ed Alessio, frazionando dopo una quindicina di metri, poi a 70 metri sul vuoto e infine a circa 10 metri dal fondo. Scendendo provo una forte emozione quando  pian piano vedo aprire sempre di  più la grotta, cogliendo a pieno la sua grandezza. Nei 70 metri nel vuoto la corda, nuova, scorre veloce. Per fortuna non ho dimenticato i guanti, utili per frenarla un pò con entrambe le mani. Era da parecchio che non facevo un pozzo così grande. Vedo le luci dei miei amici lontanissime, la luce esterna riesce ad entrare fino ai 2/3 del pozzo.

 

Nessuna concrezione ma meravigliose forme dolci ed arrotondate, sul fondo tante ossa di animali sfortunati e resti di proiettili ormai disinnescati.  Ci fermiamo sul fondo a mangiare e a fare qualche foto. Poi iniziamo la risalita, io sono il quartultimo a risalire con Francesco e Giorgio che si offrono di disarmare le due vie. Usciti fuori c’è ancora il sole e per non congelarmi lo vado a cercare in un punto panoramico …ed ecco una meraviglia, le nuvole basse e sopra le cime dei monti nevicate e poi via via il tramonto che colora d’arancio il tutto creando un fantastico spettacolo. Corro quindi a chiamare gli altri per condividere tale meraviglia. Ormai e quasi notte quando ritiriamo tutto per dirigerci verso le vetture.

Chiamo Riccardo e Stefano e avviso del nostro ritardo che nel frattempo stavano con una nostra amica Martina, che ci ha raggiunto per salutarci e passare una giornata in nostra compagnia. La sera mangiamo in una pizzeria vicino all’albergo e poi tutti allo Speleobar, dove ogni sera spazzavamo via l’idea della disorganizzazione e lasciavamo spazio all’allegria di un ballo in compagnia sopra i tavoli e le sedie, un bicchiere di birra e vino (e anche più di uno!) accompagnato da giochi come quello della corsa del ferito sulla barella del soccorso, dove partecipano Stefano, Francesco e Riccardo (che faceva il ferito). Molti speleo completamente fuori di testa, come quella tipa che agitando continuamente la lampada frontale creava un effetto discoteca, acchiappando di continuo uomini e donne e Stefano con una certa ossessione (diada puntau!). Bello è stato il tuffo sulle braccia di tanti volenterosi che poi ti lanciavano

per aria e ti facevano scorrere in avanti….pensando che sarebbe stato bello condividere tutto questo con i nostri amici del CSC rimasti in Sardegna. I più casinisti quest’anno sono stati i tedeschi che nel loro stand mandavano a tutto volume musica dance. Abbiamo incontrato tanti amici sardi come Sergio e Francesca dell’USC e persino i due fotografi Antonio Danieli e Michel Rendà, miei istruttori nel corso fotografico di Oliena.; spettacolare la loro proiezione in 3D proiettata nelle scuole di Negrar. Il giorno dopo in compagnia della nostra amica romagnola andiamo a Sirmione nel Lago di Garda. Fantastico paese, ordinato e curato nelle strade e nei giardini. Peccato che era chiuso sia il castello che le grotte di Catullo. Facciamo un bel giretto col trenino turistico alla folle velocità di 5 km orari! e poi la sera rientriamo nel nostro Hotel  a San Vito.

L’ultimo giorno facciamo un’ultimo giro per recuperare qualcosa a basso costo negli stand dei materiali e poi via verso l’aeroporto dove, per concludere l’avventura in bellezza, sentiamo quest’annuncio: “Dlin Dlon…. La signora Vergine Maria è pregata di presentarsi all’uscita ..per l’imbarco” insomma eravamo ormai in una botte di ferro!!

11 speleocommenti

  1. Roberto sabato, 12 novembre 2011 alle 15:15

    Alla cortese attenzione di Mario o Marco!!! perchè mette le foto come cavolo le pare questo programma???

    • Marco sabato, 12 novembre 2011 alle 20:24

      Diciamo che in effetti l’editor è un pochino macchinoso….
      Bell’articolo.

    • Roberto mercoledì, 16 novembre 2011 alle 18:19

      ahahahh hai corretto il tiro!!! mi piaceva anche l’altro commento!!! 😉

  2. Milo sabato, 12 novembre 2011 alle 17:25

    ebbravoroberto!

  3. Gina lunedì, 14 novembre 2011 alle 14:56

    complimenti Robi 🙂 bella relazione

  4. Mario martedì, 15 novembre 2011 alle 1:11

    grande Roby!
    per le foto hai le opzioni: allinea a destra, sinistra e centro

    Poi dipende da come inserisci i paragrafi, mi sembra che vadano bene, come le volevi inserire?

    • Roberto martedì, 15 novembre 2011 alle 8:14

      diciamo che ora va bene così ..ma spesso succede che le foto si sovrappongono e….una delle due sparisce!!! che casino!! Comunque voglio aggiungere le foto dello speleobar fatte con la macchina di Riccardo!! appena posso le aggiungo!! ciao

  5. Doppiozero sabato, 19 novembre 2011 alle 18:14

    IO C’ERO!!!
    Bravissimo!!
    Mi sono divertito a leggere della nostra disavventura comune!!
    Un saluto e un grazie per la sgrottata!!

    Se ti fosse possibile, mi potresti inviare le foto via e-mail?
    ingmaximo@libero.it

    Ciao Roberto

    • Roberto sabato, 19 novembre 2011 alle 19:31

      Ciao, cercherò al più presto di farti avere le foto!!! ciao

    • Roberto venerdì, 3 febbraio 2012 alle 7:37

      emh…sono un pò in ritardo!!!

    • Dewy giovedì, 2 febbraio 2012 alle 10:02

      Caro Romildo,Ao que percae a briga foi ganha pelo PMDB. Circula na rede a informação de que o Sr. Ricardo Pena não é mais o titular da Previc. Teria assumido em seu lugar José Maria Rabelo, oriundo do Banco do Brasil. Confirmada a informação, agradeceria caso Você respondesse as seguintes indagações:1º) – Poder-se-á ter algum tipo de facilidade, a partir de agora, na liberação do processo do superávit por parte da Previc?2º) – Pelo contrário, a burocracia irá fazer com que demore ainda mais, consumindo totalmente o prazo regulamentar de trinta dias úteis, já que o novo superintendente gostará de tomar conhecimento de todos os detalhes do processo antes de liberá-lo oficialmente para a Previ.3º) – Nem uma coisa nem outra já que o processo continuará seguindo os trâmites julgados normais pela Previc. Ficaremos no aguardo de sua breve, importante e oportuna manifestação.