TRAFFICO AL CABIROL!!!


Ci incontriamo intorno alle 10 al parcheggio del belvedere di capo caccia, dove c’è un grande via vai di macchine, fra cui anche escursionisti di altri gruppi… iniziamo a pensare che ci sarà un bel po’ di movimento sulla cengia!!!

Fra prepararci e tutto stiamo iniziando il sentiero di avvicinamento alle 11 circa. Abbiamo deciso di iniziare il percorso dalla cengia bassa per poi terminare con quella alta.

Il maestrale si è un po’ calmato ma le onde del mare si infrangono ancora sulle scogliere della falesia con forza spaventosa… è una cornice spettacolare, la natura sta dando il meglio di sé nel dimostrarci tutta la sua forza imponente. Alle 11.20 siamo all’attacco della ferrata, troviamo da subito il caro amico “cavo d’acciaio” che ci aiuta in un primo pezzo in disarrampicata facile, che porta alla cengia bassa, abbastanza larga e di tranquilla percorrenza che ci regala delle viste mozzafiato sulle scogliere circa 60 metri sotto di noi e sull’Isola di Foradada avvolta dalla schiuma delle onde del mare mosso dal maestrale. Dopo circa una mezz’ora la cengia si restringe fino a quasi scomparire, lasciandoci soli col cavo in un traverso col terreno friabile sotto i piedi e lo strapiombo che ci guarda dal basso, mentre poco oltre davanti a noi si staglia bellissimo lo spettacolo della falesia del faro più alto d’Italia. Il vento soffia incessante rendendo la progressione ancora più emozionante, finché a un certo punto ci sembra quasi che ci parli!!!

“fraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”…………………..

“roooooobiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii”………………

“gioooooooooooooooooooooooooooooooo”….

“nientepauuuuraaaaaaaaa….stiamo arrivaaaaaandooooooooooooooooooooooooooo”…

“c’è l’incooooooontroooooooooooo……… controooooooooo………ooooooooooooooo”

Chiaramente grazie al nostro autocontrollo… alla sicurezza che ci domina sempre e soprattutto all’esperienza di chi conosce ogni millimetro di pietra della ferrata perchè l’ha già percorsa 5 volte in due giorni (in un senso… e nell’altro) riusciamo a realizzare che: prima di tutto il vento non parla e poi che non è il caso di preoccuparsi, dato che abbiamo semplicemente SENTITO LE VOCI!!!

Superato questo bel momento, arriviamo al punto in cui abbiamo desiderato di stringerci con trasporto passionale al cavo per giurare di non mollarlo mai più e di diventare un tutt’uno con esso: una verticale gradinata a strapiombo sul mare che porta al livello più alto… dove rimanere assicurati con un rinvio a uno dei gradini mentre ti guardi intorno appeso un centinaio di metri a picco sul mare è un’esperienza fantastica che da sola varrebbe tutta la ferrata! Foto, foto e ancora foto, nelle pose più esagerate quasi cercando davvero di volare… tanto poco ci manca… e poi si prosegue con qualche difficoltà dovuta ai gradini disassati verso destra che costringono a cercare altri appigli sulla roccia per non sbilanciarci, rendendo la salita ancora più divertente ed emozionante… e dopo una serie di brevi traversi giungiamo alla cengia alta, dove l’esposizione si fa sentire e il panorama davvero pauroso continua in ogni momento a incantarci lo sguardo… tanto che presto tutte queste emozioni giocano brutti scherzi ai presenti: nel gruppo si sparge velocemente la voce che ci sia una terrazza nel bel mezzo della cengia in cui si incontrano amici che abitano a 300 chilometri di distanza, ci si prende un caffè e si rimane a chiacchierare tranquilli… forse faranno anche l’happy hour la sera!!! Allucinazione collettiva o realtà?? mah chissà… solo chi c’era può saperlo!!

Dopo questo intermezzo “particolare”… a 150 metri d’altezza, proseguiamo lungo il percorso superiore tra brevi discese gradinate, traversi espostissimi, lo spigolo che guarda all’isola di Foradada dove tutti ci mettiamo in pose acrobatiche pronti a spiccare il volo, e ovviamente affidiamo i nostri estasiati pensieri alla “memoria” della ferrata… (ed essendo arrivati per ultimi abbiamo anche potuto avere l’ultima parola con certi amici “buzzurri ma simpatici”)… e arriviamo alla fine della cengia alta dopo 3 ore e mezza abbondanti, stanchi ma decisamente esaltati da questa fantastica esperienza che avremmo anche ripetuto subito (al contrario inseguendo le… voci e battendole sul tempo!!) se non fosse che ormai il sole del pomeriggio di fine luglio batte sulla parete e (nonostante il maestrale), picchia forte tanto da consigliarci di incamminarci verso il sentiero del ritorno, in discesa, da cui si vedono subito le macchine piccole laggiù che ci aspettano, direzione… spiaggia!!

Francesca
Roberto
Giorgio
Sabrina
Stefano
Mariaelena
Davide(USC)
Paolo(CAI)
Roberto(amico aggregato!)
e con la partecipazione delle VOCI di:
Sonia
Francesca
Anna
Giovanni
Simone
Lisa
Raffaele

9 speleocommenti

  1. roberto mercoledì, 28 luglio 2010 alle 7:35

    Bravo brvao 🙂 la tua prima relazione!!! Bella esperienza!!!

  2. Francesca mercoledì, 28 luglio 2010 alle 8:53

    bella giooooooooo!!bravooo!!aahahahahah!! 🙂 🙂

  3. Stefano mercoledì, 28 luglio 2010 alle 14:18

    bella veramente. mi hai anticipato, ne volevo fare una anche io ma non ho ancora trovato il tempo. ç_ç

  4. claudia mercoledì, 28 luglio 2010 alle 17:51

    Bel racconto!!
    Peccato non prendesse il cellulare dov’ero domenica =( .. avreste visto un bellissimo angolo di paradiso!!!
    Alla prossima!!
    P.S. … brutti buzzurri non siete venuti in spiaggia sabato notteeeeee!!!!!!!! =P

  5. Francesca mercoledì, 28 luglio 2010 alle 17:56

    claaaaaaa!!non facevaaaa….sigh sigh!! 🙁
    la risposta al “buzzurri” te l’ho detto…devi andare a leggerla nel librooooooooooo!!!ciaaaaaaaaaooooooooooo!! 🙂 🙂

  6. Corrado giovedì, 29 luglio 2010 alle 0:55

    Bravo! è una delle relazioni più carine che abbia mai letto sulla Ferrata!

  7. Stefano giovedì, 29 luglio 2010 alle 2:29

    sabato notte stavano ballando con signori e signore di età avanzata

  8. roberto giovedì, 29 luglio 2010 alle 13:02

    E che signore!!!!! Vestite come alla premiazione degli oscar!!!

  9. Speleo_Giu'' mercoledì, 4 agosto 2010 alle 6:57

    BELLISSIMA RELAZIONE =) CoMpLiMeNtssss
    La ferrata è davvero stupenda =D sono ancora elettrizzata all’idea nonostante l’abbia fatta ormai l’anno scorso..
    GRANDIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII